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Cicli irregolari. Come, quando, perchè?

Chissà perché la vita riproduttiva della donna è sempre irrimediabilmente scandita da numeri: dilatazione completa a 10 cm, andamento del travaglio 1 cm/h, cicli regolari di 28 giorni, ovulazione al 14esimo giorno, scadenza a 40 settimane esatte, sia mai che noi e il nostro bambino andiamo a male.

Insomma che si parli di gravidanza o di ciclo mestruale la nostra testa è bombardata da numeri da dover rispettare, pena l'essere imperfette.


mestruazioni irregolari


Lasciamo da parte per ora la gravidanza e parliamo di ciclo mestruale: fin da bambine ci hanno inculcato l’idea che il ciclo mestruale perfetto dura esattamente 28 giorni e che l’ovulazione avviene a metà del ciclo, con fior fiori di interpretazioni errate sia su come funzioni davvero il ciclo mestruale e la fertilità, sia su cosa si possa definire ideale, perfetto, REGOLARE.


L’idea che l’adeguatezza di una donna possa essere definita da un mero numero mi fa terribilmente arrabbiare. Beh, è ora di prendere in mano la situazione e definire davvero cosa significa avere un ciclo mestruale “normale” e cosa no. Perché questo? Perché nella mia esperienza di tutti i giorni durante le consulenze mestruali ne sento di ogni: donne che riferiscono di avere le mestruazioni ogni 32 giorni e si definiscono “irregolari”, donne che dicono di avere una durata del ciclo di 28 giorni un mese e di 31 il successivo e sentono di essere sbagliate, e così via.  Tutto ciò ha, ovviamente, una ripercussione sull’idea che abbiamo di noi stesse quando ci definiamo irregolari, imperfette, pur non essendo così.


Care donne, non siete sbagliate, siete semplicemente uniche! Ma è così che hanno voluto farci sentire finora.


Questo discorso per farvi capire quando sia importante conoscere la fisiologia del ciclo mestruale in quanto, oltre ad essere un segno di fertilità, è uno delle prime cose attraverso cui il nostro corpo manifesta segni di disagio, disequilibrio e malattia, per questo saper distinguere tra un ciclo mestruale nella norma e un ciclo mestruale troppo corto, troppo lungo o irregolare farà la differenza. 


Sono cambiate le cose ultimamente? Ben poco, perché continuiamo a datare le gravidanze in base ad un ciclo di 28 giorni, continuiamo a prescrivere esami per i dosaggi ormonali basandoci sui canonici 28 giorni, con il risultato di avere dei valori non veritieri, ci sono coppie che ancora sono convinte che l’ovulazione avvenga sempre e solo il 14esimo giorno e non ottengono una gravidanza da ormai mesi.


La stessa pillola estro-progestinica composta da esattamente 28 pilloline ci ha convinto, ancora una volta, di essere sbagliate.



durata ciclo mestruale
La durata del ciclo mestruale è variabile


Tutti questi meccanismi non riflettono, nel modo più assoluto, la normale fisiologia del ciclo mestruale e non tengono in considerazione le variazioni che intercorrono tra donna e donna, tra la donna e le diverse fasi riproduttive, e tra la donna e l’ambiente esterno.

Quando possiamo, quindi, definire un ciclo davvero irregolare?


  • Quando dura meno di 24 (secondo alcuni autori 21) e più di 35 giorni.

  • Quando tra un ciclo e l’altro ci sono variazioni maggiori di 8 giorni

  • Quando in un anno intero si hanno meno di 9 cicli


Detto questo si capisce bene come una donna avrà un ciclo di durata normale anche se: è di 32 giorni, oppure è 26 giorni oppure se i cicli variano, ad esempio, dai 27 ai 33 giorni.


Ora che sappiamo cosa sia davvero un ciclo mestruale irregolare (se dura ad esempio 40-50 giorni) sarà utile capire come mai questo accada.


Innanzitutto è bene fare un chiarimento: la mestruazione è in ritardo come risultato di un’ovulazione avvenuta in ritardo. Chi pratica il monitoraggio della temperatura basale o applica il metodo sintotermico riesce a predire con un buon grado di accuratezza il momento in cui arriveranno le mestruazioni in quanto è possibile, tramite questo metodo, individuare il periodo dell’ovulazione anche se i cicli sono irregolari.

Dal momento in cui avviene l’ovulazione il flusso si presenterà nel giro di 10-16 giorni.


Cicli irregolari. Perché avvengono?


Per rispondere a questa domanda dobbiamo prendere in esame le varie fasi della vita di una donna.


Adolescenza: subito dopo il menarca il sistema ipotalamo-ipofisi-ovaio è ancora in fase di rodaggio. Livelli altalenanti di estrogeni possono provocare cicli abbondanti, irregolari e spesso anovulatori nelle ragazze giovani. Dopo 2 anni dalla prima mestruazione il ciclo dovrebbe cominciare ad assumere un suo ritmo.


Perimenopausa: già parecchi anni prima della menopausa il ciclo mestruale può cominciare a variare in ritmo e quantità, dapprima con cicli ravvicinati caratterizzati da una fase luteale breve e infine, man mano che ci si avvicina alla menopausa, con cicli molto lunghi, irregolari e spesso anovulatori fino alla loro cessazione completa.


Allattamento: il ripristino della normale funzione ovulatoria in allattamento può variare moltissimo da donna a donna, anche in base al ritmo delle poppate. Durante la suzione del neonato viene stimolata la prolattina, ormone deputato alla produzione di latte nella mammella che inibisce il rilascio di FSH e LH, ormoni che regolano il ciclo mestruale e inducono l’ovulazione.


Sospensione della pillola: a causa della soppressione del meccanismo di feedback dell'asse ipotalamo-ipofisi-ovaio durante l'assunzione della pillola, alla sua sospensione può essere necessario un po' di tempo (variabile da donna a donna) prima che l'ovulazione si ripristini correttamente. Se il ciclo prima della pillola non era regolare, continuerà ad esserlo anche dopo.


Non solo le fasi di vita ma anche l’ambiente circostante influenza in maniera importante il ritmo del ciclo mestruale. Tutto ciò che potrebbe potenzialmente essere una minaccia per una gravidanza e per la salute di una mamma o di un neonato viene attentamente registrato dal nostro corpo che si mette automaticamente in “pausa” o rimanda l’ovulazione ad un momento migliore.

Eventi stressanti che avvengono in prossimità dell’ovulazione potrebbero ritardarla. Non stiamo parlando per forza di traumi, anche piccole variazioni dalla normalità in persone più o meno sensibili, potrebbero avere ripercussioni sul ciclo mestruale. Viaggi, periodi di malattia, esercizio fisico troppo intenso, stress in generale oppure variazioni importanti di peso (sia in eccesso che in difetto) influenzano, attraverso vari meccanismi, la fase follicolare impedendo ad un follicolo di giungere a maturazione. Non sembra, invece, che possano influenzare la fase successiva, quella luteale. 


Cosa significa? Che non esistono metodi per far arrivare prima le mestruazioni (acqua calda, fredda, rapporti sessuali, riti voodoo): se la vostra ovulazione è in ritardo lo sarà anche la mestruazione.


Fino a qui abbiamo parlato di condizioni temporanee e in cui spesso l’ovulazione è semplicemente rimandata ad un momento più opportuno. In altri casi, invece, il ritardo ovulatorio o, addirittura, la mancata ovulazione (che risulta in un ciclo mestruale anovulatorio), possono essere condizioni non così infrequenti in quelle donne che soffrono di varie disfunzioni endocrino-metaboliche come le donne affette da PCOS o da ipotiroidismo. Entrambe le condizioni sono facilmente individuabili con l’uso del metodo sintotermico. In questi casi avere uno stile di vita sano è fondamentale ma è necessario essere seguiti anche da personale esperto in materia.


Ultimo punto non meno importante: c’è una tendenza generale a focalizzarsi solo ed esclusivamente sulla lunghezza e regolarità del ciclo per decidere se una donna è sana o meno, tralasciando altri importanti caratteristiche dello stesso come la presenza di dolore, la qualità del sangue mestruale e la presenza di vari sintomi ad esso correlati che molto ci direbbero sulle condizioni di salute della donna ma che passano spesso in secondo piano.


Ostetrica Arianna Viola

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