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Ecco perché acido folico e folati non sono la stessa cosa!

Tutte le donne in ricerca di gravidanza avranno sentito parlare dell’importanza di assumere acido folico nei primi mesi di gravidanza e prima del concepimento, di quanto sia essenziale la sua assunzione per la prevenzione della spina bifida e altri difetti del tubo neurale e diversi tipi di malformazioni fetali.


I folati, costituiscono una famiglia di molecole che svolgono un ruolo chiave nei processi biosintetici delle cellule animali, in particolare la sintesi di RNA e DNA. In sostanza è una molecola fondamentale per la vita.

È presente nelle frattaglie (rene e fegato) e nelle verdure a foglia verde (lattuga, spinaci, broccoli), nelle uova e nei legumi. I folati, per loro natura, devono essere necessariamente introdotti attraverso l’alimentazione, in quanto il nostro organismo li produce sono in quantità molto limitate. Inoltre, con la cottura ad alte temperature, buona parte del folato presente nelle verdure viene distrutto.


Quello che però spesso le donne non sanno è che acido folico e folati NON SONO LA STESSA COSA e vediamo perché.


Spesso acido folico e folato vengono usati come sinonimi, ma possiedono un significato diverso: con folato ci si riferisce alle molecole naturalmente presenti negli alimenti o nel corpo, mentre acido folico è la forma molecolare di sintesi presente negli integratori o supplementi vitaminici e negli alimenti fortificati (tipo cereali da colazione, fette biscottate, snack, barrette e molti altri). 


L'acido folico è una vitamina B sintetica prodotta in laboratorio che non può essere utilizzata dal nostro corpo senza un aiuto extra; deve, infatti, subire numerosi procedimenti prima di essere effettivamente biodisponibile per il nostro organismo e cioè nella forma attiva 5-MTHF (5-metiltetraidrofolato). Questo procedimento è molto più veloce nei folati naturalmente presenti nella dieta.

Essenziale per questo processo è un enzima chiamato MTHFR.

In alcune persone il gene che codifica tale enzima può essere mutato con conseguente riduzione del metabolismo dell’acido folico, maggior rischio di poliabortività, maggior rischio per le donne in gravidanza di feti con difetti del tubo neurale e un incremento dei livelli di omocisteina nel sangue, fattore di rischio a sua volta per lo sviluppo di patologie cardiovascolari e altre patologie correlate. 

Per curiosità l'iperomocisteinemia è correlata anche a fragilità ossea, patologie neurodegenerative e preeclampsia durante la gravidanza.


In Europa circa il 30-40% delle persone presentano questa mutazione in eterozigosi e il 10-15% in omozigosi (la forma più grave).

Le persone che presentano tale mutazione non sono in grado di convertire efficacemente tutto l’acido folico ingerito, che si accumula nell’organismo (sono necessari ulteriori studi per verificare il livello di tossicità). Per queste persone l’integrazione di acido folico (derivante soprattutto da cibi fortificati e integratori) potrebbe essere inutile se non dannosa. Si è scoperto inoltre che i folati sintetici possono persino legarsi più fortemente ai recettori rispetto ai folati attivi, impedendo a questi nutrienti di svolgere il loro compito.


Ed è qui che entra in gioco l'importanza del metabolita attivo del folato, il metilfolato.

Il metilfolato è un folato naturale che costituisce il 98% dei folati presenti nel plasma. Studi di biodisponibilità hanno evidenziato che la supplementazione con metilfolato sia tanto efficacie quanto quella con AF nel migliorare i livelli di folati nell’organismo. Differentemente dall’AF, il metilfolato non necessita di essere biotrasformato per divenire attivo e non risente di mutazioni dei geni MTHFR o DHFT. Inoltre presenta meno probabilità di mascherare i sintomi ematologici conseguenti a carenza di vitamina B12 in pazienti con anemia perniciosa.


Esistono in commercio formulazioni farmaceutiche e integratori con la forma di folato già attiva, cioè il metilfolato, per cui sarebbe buona norma controllare sempre prima l’etichetta degli integratori che comprate e se sapete di essere portatori di una di queste mutazioni, rivolgetevi sempre al vostro medico.


Conclusioni:


  • Mangiate frutta e verdura cruda se possibile

  • Acido folico e folati non sono la stessa cosa!

  • Se siete portatori delle mutazioni sopra citate, rivolgetevi al vostro medico e fatevi consigliare la forma di folato più adatta a voi

  • Se siete donne in gravidanza o state programmando il concepimento, prendete in seria considerazione la supplementazione di folati


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