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PCOS: acne, irsutismo e perdita di capelli


caduta capelli ovaio policistico

Al di là dell’infertilità, dei cicli irregolari e delle difficoltà nella perdita di peso, uno dei più grossi problemi con cui una donna affetta da PCOS deve combattere sono i segni di iperandrogenismo. Sto parlando di acne, irsutismo e perdita di capelli. Spesso questi inestetismi hanno una grande ripercussione sulla qualità di vita, sull’immagine di sé e sui rapporti sociali delle donne e delle ragazze con la sindrome dell’ovaio policistico.

Sono proprio questi segni di mascolinizzazione che spesso costringono le giovani donne a rivolgersi ad uno specialista per poi scoprire di avere la PCOS.


Acne, crescita di peli eccessiva e/o in aree tipicamente maschili e perdita di capelli (alopecia androgenetica) sono i tipici segni clinici di iperandrogenismo che caratterizzano la PCOS.

Qual è la causa di queste manifestazioni? In poche parole alti livelli circolanti di ormoni maschili come gli androgeni (in particolare testosterone).

La soluzione è ovviamente a monte, cioè trattare la PCOS in quanto tutte queste manifestazioni hanno un’origine comune. 


ACNE


A causa degli alti livelli di testosterone, le ghiandole sebacee producono più sebo rispetto al normale. Questa sostanza oleosa prodotta in eccesso va ad ostruire i dotti dei follicoli che normalmente si aprono sulla cute creando infiammazione, rossore e dando origine a comedoni e acne.

Rimedi possibili: tenere pulita la pelle e, inoltre, prevedere degli accorgimenti nutrizionali. Zuccheri, prodotti raffinati e latticini possono infatti peggiorare il quadro in quanto stimolano la produzione di insulina che a sua volta incrementa l’infiammazione, la produzione di sebo e di cheratina


Spesso l’acne può essere causata anche da intolleranza all’istamina, patologie digestive ed intestinali che sarebbe bene individuare e trattare affidandosi a professionisti specializzati.

ALOPECIA ANDROGENETICA


Questo è il nome tecnico della perdita di capelli tipica delle donne con iperandrogenismo. La perdita del capello è generalmente preceduta da una progressiva miniaturizzazione dello stesso, che diventa sempre più fine. Le donne con PCOS possono notare quindi una perdita eccessiva di capelli che si accompagna a capelli generalmente fini, fragili e grassi. Questo è dovuto principalmente ad un derivato del testosterone, il DHT (diidrotestosterone) che aumenta la produzione di sebo e riduce il diametro del capello e infine ne provoca la caduta.

Fra tutte le manifestazioni, forse questa è una delle più dolorose e frustranti per le donne con PCOS con risvolti psicologici non indifferenti.


Anche in questo caso la soluzione è gestire la PCOS ma possono venirci in aiuto anche altri rimedi.

  • Olio essenziale di Rosmarino: inibisce la 5-alfa-reduttasi, responsabile della trasformazione del testosterone in DHT. Indicato per l’uso topico, deve essere prima diluito in un olio vettore.

  • Melatonina: promuove la crescita del capello e riduce lo stress ossidativo del follicolo.

  • Minoxidil: farmaco vasodilatatore e antiipertensivo, è diventato uno dei trattamenti cardine dell’alopecia. Ha numerosi effetti collaterali e deve essere assunto sotto stretto controllo medico. 

In ogni caso il consiglio è di rivolgersi ad un dermatologo esperto in tricologia per scegliere il trattamento più opportuno.


IRSUTISMO

irsutismo ovaio policistico

Una battaglia quotidiana: quella dei peli!!


Se da un lato i capelli cadono, dall’altro i peli non ne vogliono sapere. Una caratteristica della PCOS è proprio la crescita eccessiva di peli e in zone normalmente tipiche dell’uomo (linea alba, petto e intorno ai capezzoli, schiena, linea interglutea, mento, basette e baffetti).

Vi ricordo che un aumento di peli fini, morbidi e incolori (pelo vello) non si può definire irsutismo che prevede, invece, la presenza di peli terminali, rigidi e pigmentati.


Anche in questo caso la soluzione è cercare di riequilibrare il quadro ormonale ed eventualmente rivolgersi a centri estetici o dermatologici specializzati per la rimozione semi-permanente dei peli.


Per tutte e tre le condizioni vale una regola comune: preferire trattamenti che riducano i livelli circolanti di androgeni.

Una delle prime “cure”, solitamente la più gettonata, è la pillola estro-progestinica (da preferire quella a base di progestinici con effetto anti-androgenico come il drospirenone) oppure farmaci anti-androgeni come il ciproterone acetato e lo spironolattone. Da evitare progestinici con effetto androgenico come il levonorgestrel perché potrebbe peggiorare i sintomi. 


Tutti questi farmaci, in quanto tali e non scevri da effetti collaterali, devono essere prescritti dal medico. Purtroppo il loro effetto svanisce con la sospensione del farmaco stesso e per questo motivo non hanno un effetto curativo ma palliativo.

Numerosi integratori, sostanze naturali e fitoterapici, oltre a quelli precedentemente elencati, possono essere d’aiuto. Vediamo quali:


  • Zinco: ha azione antiinfiammatoria e regolatrice dell’asse ipotalamo-ipofisi-ovaio. È particolarmente utile in caso di irsutismo

  • Progesterone biodentico: inibisce l’azione della 5-alfa-reduttasi

  • Serenoa Repens (Saw Palmetto): inibisce la 5-alfa-reduttasi. Da assumere con attenzione per i possibili effetti collaterali.

  • DIM: molecola contenuta nelle crucifere come broccoli, cavolfiori, cavoletti di Bruxelles ecc. Blocca i recettori per gli androgeni migliorando acne ed irsutismo, ma attenzione perché può abbassare i livelli di estrogeni.

  • Combinazione di peonia e liquirizia: antico rimedio della medicina tradizionale cinese. Questo rimedio aumenta i livelli di progesterone e diminuisce quelli di testosterone.


Tutti gli integratori, anche se naturali, devono essere assunti sotto il controllo di personale medico o esperto di rimedi erboristici e fitoterapici.


Ostetrica Arianna Viola

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