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PCOS: una risorsa, una rinascita.

Settembre è il mese dedicato alla PCOS. Ogni settimana uscirà un articolo dedicato a questa sindrome. Trovate gli altri articoli qui e qui. Se invece vuoi avere più informazioni sul percorso con me sul riequilibrio mestruale puoi cliccare direttamente qui.



Una cosa di cui mi sono resa conto seguendo alcune pazienti affette da PCOS (io sono una di quelle) è l’incredibile forza e volontà di queste donne ma allo stesso tempo la passività nei confronti di questa sindrome. “Quanto durerà questo mese il ciclo? 35 giorni, 42, 60?” “Avrò ovulato o no questo mese?” sono alcuni esempi delle domande che potrebbe porsi una donna affetta da questa sindrome e ci portano a riflettere sulla totale mancanza di controllo che si ha del proprio ciclo mestruale, del proprio ritmo, della propria regolarità e della propria femminilità quando si è affette da PCOS. 


Negli anni passati, mi ricordo, avrei voluto urlare in faccia alle donne che mi dicevano “sono puntuale come un orologio svizzero”, “non ho mai avuto un ritardo”, “so sempre quando ovulo”. Io guardavo il mio corpo e niente...era il caos. Anche quel mese non avrei saputo cosa mi sarei dovuta aspettare, non sapevo minimamente cosa significasse ovulare e non avevo idea di come si dovesse presentare “il famoso muco a chiara d’uovo” (What??). E così ho passato tanti anni della mia vita con la frustrazione di non capire il mio corpo e decisi di continuare a non capirci nulla mettendoci una bella pietra sopra con la pillola estroprogestinica: ecco fatto, controllo totale, anche io potevo essere regolare come le altre donne e me ne andavo in giro orgogliosa delle mie falsissime mestruazioni ogni 28 giorni (sad story: le mestruazioni tra un blister e l’altro di pillola non sono delle vere mestruazioni, ma questo l’avrei capito solo dopo).



Continuo così finché comincio a pensare che magari un giorno avrei voluto avere dei figli, e magari sarebbe stata ora di dare al mio corpo la possibilità di esprimersi liberamente, anche nel suo caos più totale. Forse voleva comunicarmi qualcosa.

Così comincia l’avventura. Dopo 6 mesi senza pillola sono lì lì per mollare nuovamente (dai, ma chi me lo faceva fare di vedere di nuovo quei brufoletti, i capelli che cadevano, i chili che aumentavano inesorabili???) finché dopo 2 mesi di amenorrea decido di andare a fare un controllo dalla ginecologa. Infila la sonda per fare l’ecografia, guarda il monitor ed esclama “non ci capisco niente!” “Ecco, ho esclamato dentro di me, non ci capiscono nulla neppure i medici, povera me”. Dopo un po’ di esitazione la vedo cambiare espressione “AHHH, adesso capisco, stai ovulando in questo preciso momento!” Ma chi io? Si si, ero proprio io. Nonostante 12 o più bellissimi follicoli antrali si stessero tenendo per mano nel mio ovaio, un follicolo cazzuto era riuscito ad avere la meglio in quel marasma di ormoni ballerini e aveva prodotto un bel ovuletto che in quel momento sostava felice tra le fimbrie delle mie tube. 


Tornata a casa con questa buona notizia comincio a riflettere e mi chiedo se non ci sia un modo per le donne di monitorare l’ovulazione tramite qualche strumento che non sia l’ecografia. Gli stick da ovulazione li conoscevo già e sapevo che non erano adatti per le donne con PCOS. Così comincio la mia ricerca. Nei forum sento parlare spesso del metodo sintotermico, temperatura basale ecc. ma non gli do molto peso e lascio perdere (pensavo si trattasse, erroneamente, del metodo del ritmo o Ogino-Knaus).


Qualche tempo dopo mi si presenta l’occasione di partecipare ad un corso sul Fertility Awareness Method (FAM) (che nome figo, penso io), leggo il programma che mi sembra strepitoso e mi iscrivo. Scopro solo poi che il FAM non è altro che una variante, in termini inglesi, del metodo sintotermico che avevo tanto snobbato. Quando si dice che se certe cose devono arrivare a te, un modo lo troveranno.


Mi innamoro di questo mondo e di questo metodo e così oltre la formazione base faccio anche quella più avanzata. Nel mentre la mia biblioteca si riempie di manuali e libri internazionali sui metodi di sostegno naturale della fertilità. Non solo: durante il mio cammino scopro le infinite possibilità di questo metodo nel valutare l’equilibrio mestruale e ormonale di ogni donna anche non in cerca di gravidanza.


Più lo metto in pratica e più vedo i risultati. Scopro cose del mio corpo e di quello delle altre donne che mai avrei immaginato. Comincio a notare le associazioni tra le variazioni di temperatura e muco cervicale in base alla dieta, alle abitudini di vita, allo sport, allo stress e molto altro.

Cicli regolari, mestruazioni che ritornano, mestruazioni non più dolorose, gravidanze a lungo cercate. I sorrisi delle donne, dei loro compagni, la loro rinascita. Anche la mia.


Gli ormoni ci parlano ma ancora non abbiamo imparato ad ascoltarli: così arrivo alla conclusione che gli squilibri mestruali sono spesso non la causa, bensì la conseguenza del nostro prenderci poco cura del nostro corpo.


E così alla fine il mio problema non diventa più solo una risorsa ma anche il mio lavoro. La soddisfazione nel vedere le donne riprendere in mano il proprio benessere mestruale o vedere quel test positivo dopo anni di tentativi non ha eguali. Non ne fossi stata affetta forse non avrei mai conosciuto questo lato dell'essere ostetrica. Chissà.


Io sono diventata la prima paziente di me stessa. Questo metodo mi ha ridato la voglia di prendermi cura di me stessa e il coraggio di credere nelle capacità del mio corpo. Spero sia lo stesso per voi e per le mie donne.


Ringrazio per questo me stessa, le mie donne, le mie insegnanti e la mia PCOS.


Arianna

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