Perdi urina quando salti o corri? Ecco perché fare i Kegel potrebbe non bastare
Riesci a contrarre il pavimento pelvico, magari fai anche regolarmente gli esercizi, eppure continui a perdere qualche goccia di urina quando salti, corri o fai attività fisica?
Perdi urina quando salti o corri? Ecco perché fare i Kegel potrebbe non bastare
È una situazione che molte donne conoscono bene.
A volte succede durante una lezione di fitness, altre mentre si corre, si salta la corda o si gioca con i propri figli. Magari inizialmente si tratta di poche gocce, ma con il tempo possono arrivare piccoli cambiamenti nelle abitudini: evitare certi esercizi, andare in bagno prima di allenarsi o indossare sempre un salvaslip per sicurezza.
Le perdite urinarie durante l'attività fisica sono frequenti, ma non devono essere considerate inevitabili, nemmeno dopo una gravidanza o un parto.
E soprattutto, non sempre dipendono semplicemente da un pavimento pelvico debole.
Perché perdiamo urina durante uno sforzo?
Quando corriamo, saltiamo, tossiamo o solleviamo un peso, si verifica un aumento della pressione all'interno dell'addome.
In condizioni normali, il sistema di continenza riesce a gestire queste variazioni grazie all'azione coordinata di diverse strutture, tra cui il pavimento pelvico, il sistema di chiusura uretrale e i tessuti di sostegno.
Quando questo equilibrio non è sufficiente a contrastare la pressione, può verificarsi una perdita involontaria di urina.
Si parla in questo caso di incontinenza urinaria da sforzo.
Ma attenzione: sapere che un muscolo riesce a contrarsi volontariamente non significa conoscere come si comporta durante il movimento.
Il pavimento pelvico non deve essere soltanto forte
Immagina di riuscire a contrarre correttamente il pavimento pelvico durante una visita, mantenendo la contrazione per alcuni secondi.
È sicuramente un'informazione utile, ma non ci dice tutto.
Durante un salto, infatti, il sistema di continenza deve gestire un carico rapido. Durante la corsa deve rispondere a sollecitazioni ripetute. Quando solleviamo un peso, deve adattarsi all'intensità dello sforzo.
Per questo, nella valutazione del pavimento pelvico considero diversi aspetti.
1. Forza muscolare
La capacità di generare una contrazione efficace è importante per il sostegno e la continenza.
Una riduzione della forza può contribuire alle perdite urinarie, ma non è l'unico fattore da considerare.
2. Resistenza
Un muscolo può riuscire a contrarsi bene per pochi secondi e incontrare maggiori difficoltà quando lo sforzo si ripete nel tempo.
È un aspetto particolarmente interessante nelle donne che riferiscono perdite soltanto dopo diversi minuti di corsa o verso la fine di un allenamento.
3. Coordinazione e tempismo
Non conta soltanto quanto il pavimento pelvico si contrae, ma anche come la sua attività si integra con ciò che sta facendo il resto del corpo.
La capacità di rispondere alle variazioni di pressione e alle sollecitazioni meccaniche può influenzare la continenza.
4. Capacità di rilassamento
Un pavimento pelvico che presenta una tensione elevata o difficoltà di rilassamento può avere un funzionamento alterato.
Questo non significa che l'ipertono sia necessariamente la causa delle perdite, ma è uno degli aspetti da valutare prima di prescrivere esercizi di rinforzo.
Allora gli esercizi di Kegel sono inutili?
Assolutamente no.
L'allenamento dei muscoli del pavimento pelvico è uno dei trattamenti conservativi di prima scelta per l'incontinenza urinaria da sforzo.
Il punto è che un programma di riabilitazione non dovrebbe limitarsi a ripetere contrazioni sempre uguali, indipendentemente dalla situazione della persona.
Per alcune donne sarà necessario migliorare la forza; per altre lavorare sulla resistenza, sulla coordinazione o sulla capacità di integrare la funzione pelvica negli esercizi sportivi.
Anche la progressione dei carichi e l'eventuale presenza di alterazioni del sostegno uretrale possono avere un ruolo.
Un programma efficace deve quindi partire da una valutazione e adattarsi ai risultati osservati.
Devo smettere di correre o saltare se perdo urina?
Non necessariamente.
La comparsa di perdite urinarie merita attenzione, ma non significa automaticamente dover rinunciare all'attività fisica.
In alcuni casi può essere utile modificare temporaneamente intensità, durata o tipologia degli esercizi, mentre si lavora sulle componenti che contribuiscono al sintomo.
L'obiettivo non è soltanto riuscire a contrarre meglio il pavimento pelvico durante una seduta, ma recuperare progressivamente la possibilità di svolgere le attività che desideri.
Come funziona la riabilitazione del pavimento pelvico per le perdite urinarie?
Nel mio studio a Udine dedicato alla riabilitazione del pavimento pelvico, la prima valutazione mi permette di comprendere come funziona il pavimento pelvico e quali fattori possono contribuire alle perdite.
Partiamo dalla tua storia: quando si verificano gli episodi, in quali movimenti, con quale frequenza e come influenzano le tue abitudini.
Successivamente, quando indicato e con il tuo consenso, valutiamo la capacità di contrazione e rilassamento muscolare, la resistenza, la coordinazione e altri aspetti utili.
In relazione a ciò che emerge, il percorso può comprendere:
Esercizi terapeutici personalizzati per il pavimento pelvico.
Lavoro di coordinazione con respirazione, addome e movimento.
Progressione graduale degli esercizi verso attività più impegnative.
Strategie per gestire le sollecitazioni durante l'allenamento.
Biofeedback o altri strumenti di supporto, quando indicati.
Il programma viene modificato nel tempo, osservando non solo le capacità muscolari, ma soprattutto l'evoluzione dei sintomi nella vita quotidiana.
E se riuscissi a tornare ad allenarti senza pensare continuamente alle perdite?
Quello che spesso limita una donna non è soltanto la quantità di urina persa, ma la preoccupazione che possa succedere di nuovo.
Rinunciare a una corsa, evitare un salto o controllare continuamente dove si trova il bagno può diventare una forma di adattamento al problema.
La continenza è una funzione complessa e merita una valutazione altrettanto attenta.
Se le perdite urinarie ti accompagnano durante lo sport o in altri momenti della giornata, una valutazione può aiutarti a comprendere quali fattori contribuiscono al disturbo e quale percorso possa essere più adatto.


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