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Image by Sasun Bughdaryan

Incontinenza urinaria e disturbi urinari a Udine

Perdere urina, correre spesso in bagno o faticare a controllare lo stimolo non sono disturbi da accettare semplicemente come conseguenza dell’età, dello sport o di una gravidanza.

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Per alcune donne la perdita compare tossendo, saltando o correndo. Per altre il problema principale è un’urgenza improvvisa, la necessità di urinare molto spesso o la difficoltà ad arrivare in bagno in tempo.

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A volte i sintomi compaiono dopo una gravidanza o un parto. Altre volte durante la menopausa, con l’aumento dell’attività sportiva o senza un evento preciso che sembri averli provocati.

Anche in questo caso, però, non tutte le perdite urinarie sono uguali e non sempre il problema è semplicemente un pavimento pelvico “debole”.

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Nel mio studio a Udine parto dalla valutazione della funzione pelvica e delle caratteristiche del sintomo per comprendere quale meccanismo sia maggiormente coinvolto e costruire un percorso realmente mirato.

Ti riconosci in una di queste situazioni?

Potresti notare:

  • perdite di urina quando tossisci, starnutisci o ridi;

  • perdite durante corsa, salti o allenamento;

  • perdita sollevando un peso o durante uno sforzo;

  • uno stimolo improvviso e difficile da controllare;

  • perdita di urina mentre stai raggiungendo il bagno;

  • bisogno di urinare molto frequentemente;

  • difficoltà a rimandare la minzione;

  • necessità di andare in bagno “per sicurezza” anche senza un vero stimolo;

  • risvegli notturni frequenti per urinare;

  • sensazione di non aver svuotato completamente la vescica;

  • difficoltà a iniziare la minzione o necessità di spingere.​

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Sintomi apparentemente simili possono dipendere da meccanismi diversi.

Per questo il primo obiettivo non è decidere quanti esercizi fare, ma capire che tipo di disturbo urinario stiamo osservando.

Non tutte le perdite urinarie sono uguali

Capire quando e come compare il sintomo orienta il trattamento

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L’incontinenza urinaria indica una perdita involontaria di urina, ma può presentarsi in modi differenti.

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Ma non esistono soltanto le perdite

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Urgenza, frequenza e difficoltà di svuotamento possono raccontare qualcosa di diverso.

 Alcune donne non perdono mai urina, ma sentono comunque che il rapporto con la vescica è cambiato.

Incontinenza da sforzo

La perdita compare in occasione di un aumento della pressione addominale, per esempio tossendo, starnutendo, ridendo, correndo, saltando o sollevando un peso.

In questi casi è importante valutare non soltanto la forza del pavimento pelvico, ma anche quanto velocemente riesce ad attivarsi, quanto a lungo mantiene il lavoro e come si coordina con respiro, addome e movimento.

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Incontinenza da urgenza

La perdita è preceduta da uno stimolo improvviso e difficile da rimandare.

Può capitare, per esempio, di iniziare a sentire un’urgenza molto intensa aprendo la porta di casa, sentendo scorrere l’acqua o mentre ci si avvicina al bagno.

In questo caso il trattamento non riguarda semplicemente il rinforzo muscolare: diventano importanti anche il comportamento della vescica, le abitudini minzionali e le strategie con cui impariamo progressivamente a gestire lo stimolo.

Urgenza, frequenza, vescica iperattiva

Non sempre il problema è una perdita di urina.

Potresti avvertire uno stimolo improvviso e difficile da rimandare, avere bisogno di urinare molto frequentemente, svegliarti più volte durante la notte oppure iniziare a organizzare le tue giornate in funzione della presenza di un bagno.

Quando l’urgenza è il sintomo predominante e si associa generalmente a frequenza aumentata e, talvolta, a perdite prima di raggiungere il bagno, possiamo trovarci di fronte a un quadro di vescica iperattiva.

Nel tempo possono comparire comportamenti che sembrano aiutare nell’immediato ma finiscono per modificare ulteriormente il rapporto con lo stimolo: andare in bagno “per sicurezza”, urinare appena si presenta una minima sensazione o ridurre eccessivamente ciò che si beve.

In questi casi il trattamento non consiste semplicemente nel rinforzare il pavimento pelvico. Diventano importanti anche le abitudini minzionali, la capacità di gestire lo stimolo e il comportamento della vescica.

Difficoltà di svuotamento

Anche la sensazione di non svuotare completamente la vescica, la necessità di spingere o la difficoltà a iniziare la minzione meritano attenzione.

In alcuni casi può contribuire una difficoltà del pavimento pelvico a rilassarsi correttamente durante la minzione; in altri è necessario escludere cause differenti.

Per questo non tutti i disturbi urinari richiedono un pavimento pelvico più forte.

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Pavimento pelvico e incontinenza urinaria

Continenza significa forza, ma anche tempo, coordinazione e capacità di rilassarsi

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Il pavimento pelvico contribuisce al sostegno della vescica e dell’uretra e partecipa ai meccanismi che ci permettono di mantenere la continenza.

Ma per funzionare bene non deve semplicemente essere “forte”.

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Deve riuscire a: 

  • attivarsi quando serve

  • rispondere rapidamente a uno sforzo

  • mantenere una contrazione

  • coordinarsi con respiro e movimento

  • rilassarsi correttamente durante la minzione​

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Per questo due donne con la stessa perdita durante un salto potrebbero aver bisogno di un lavoro molto diverso.

Una può avere soprattutto una riduzione di forza o resistenza.

Un’altra può essere abbastanza forte, ma non riuscire ad attivare il pavimento pelvico nel momento giusto.

Un’altra ancora può avere difficoltà a gestire pressioni, respirazione e movimento.

Il percorso parte dalla prima valutazione

Il momento in cui compare la perdita, la frequenza delle minzioni, la capacità di rimandare lo stimolo e il comportamento della vescica forniscono informazioni importanti.

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Per questo durante la valutazione approfondiamo le caratteristiche del sintomo e, quando utile, anche abitudini quotidiane, idratazione, intestino, attività fisica, gravidanze e parti, menopausa ed eventuali precedenti problematiche urinarie.

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Può essere utile anche compilare un diario minzionale, annotando per alcuni giorni orari, quantità di liquidi, minzioni, urgenza ed eventuali perdite.

Questo ci permette di osservare la funzione della vescica nella vita reale e non soltanto durante la visita.

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La valutazione del pavimento pelvico aiuta poi a capire quali aspetti della funzione muscolare debbano essere allenati o, al contrario, rilassati e coordinati meglio.

Come lavoro sui disturbi urinari

Il trattamento cambia in base al tipo di sintomo

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Una volta individuati i principali meccanismi coinvolti, il percorso può integrare strategie differenti.

L’obiettivo non è soltanto diminuire il numero delle perdite, ma recuperare controllo, sicurezza e libertà nelle attività quotidiane.

Strumenti e tecnologie

Esercizio Terapeutico e Pelvic Floor Muscle Training (PFMT)

Quando il pavimento pelvico deve migliorare la propria funzione, il cuore del percorso è un programma di Pelvic Floor Muscle Training (PFMT) personalizzato e progressivo.

Il programma parte da ciò che emerge dalla valutazione e viene adattato nel tempo.

A seconda del bisogno possiamo lavorare su forza, resistenza, velocità di risposta, coordinazione, capacità di rilassamento e controllo del movimento, integrando respirazione e gestione delle pressioni.

Non utilizzo quindi una sequenza standard di contrazioni uguale per tutte.

Il training viene progressivamente reso più impegnativo e trasferito alle situazioni in cui il pavimento pelvico deve realmente funzionare: inizialmente possiamo lavorare sulla percezione e sul controllo, per arrivare poi a gestire tosse, sollevamenti, squat, corsa, salti e gesto sportivo.

Perché l’obiettivo non è diventare brave a contrarre il pavimento pelvico sul lettino.

È fare in modo che sappia rispondere quando serve nella vita reale.

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Quando invece prevalgono tensione, difficoltà di rilassamento o problemi durante lo svuotamento, il training cambia obiettivo e può concentrarsi maggiormente su consapevolezza, respirazione, coordinazione e capacità di lasciare andare la muscolatura.

Igiene comportamentale e Bladder Training

Quando il problema riguarda soprattutto urgenza e frequenza, il lavoro sul pavimento pelvico può essere associato al bladder training, cioè un vero e proprio allenamento del comportamento della vescica e della gestione dello stimolo urinario.

Attraverso il diario minzionale osserviamo quanto frequentemente urini, in quali momenti compare l’urgenza, quali strategie utilizzi e se sono presenti abitudini come le minzioni “preventive”.

Da qui costruiamo un programma graduale per ridurre le corse in bagno non necessarie, imparare a gestire meglio lo stimolo e aumentare progressivamente, quando appropriato, l’intervallo tra una minzione e l’altra.

Possono essere utilizzate anche strategie specifiche per affrontare il momento dell’urgenza, integrando respirazione, attenzione, movimento e controllo del pavimento pelvico.

Il bladder training non significa trattenere l’urina a tutti i costi o ignorare il bisogno di andare in bagno.

L’obiettivo è recuperare un rapporto più fisiologico con lo stimolo, ridurre la sensazione di dover urinare immediatamente e restituire alla vescica una maggiore capacità di adattarsi senza condizionare continuamente la giornata.

Elettrostimolazione e Biofeedback

Accanto al lavoro attivo dispongo di tecnologie che possono essere integrate quando rispondono a un obiettivo preciso. Il biofeedback EMG permette di visualizzare l’attività del pavimento pelvico e può facilitare percezione, controllo e apprendimento della contrazione o del rilassamento. L’elettrostimolazione endovaginale può invece essere utilizzata con programmi differenti a seconda dell’obiettivo: per facilitare il reclutamento quando la contrazione è molto debole o difficilmente percepibile oppure, attraverso programmi a bassa frequenza, come supporto nei quadri selezionati di urgenza, vescica iperattiva e incontinenza da urgenza.

Nei quadri caratterizzati soprattutto da urgenza, frequenza e incontinenza da urgenza posso inoltre integrare la neuromodulazione del nervo tibiale (TTNS) come supporto al lavoro sulla funzione vescicale.

Questi strumenti non sostituiscono il Pelvic Floor Muscle Training, il bladder training o il lavoro sulle abitudini: vengono scelti e combinati sulla base della valutazione e degli obiettivi del percorso.

Tornare a fidarti della tua vescica è un obiettivo concreto

Se hai iniziato ad evitare un salto, scegliere sempre il posto vicino al bagno, ridurre ciò che bevi o controllare continuamente dove si trova una toilette, vale la pena capire cosa sta succedendo.

Non devi sapere in anticipo se si tratta di incontinenza da sforzo, vescica iperattiva, urgenza o altro.

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Partiamo dal sintomo, osserviamo come funzionano vescica e pavimento pelvico e costruiamo il percorso sulla tua situazione.

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Valutazione e riabilitazione del pavimento pelvico per incontinenza e disturbi urinari a Udine

Ricevo principalmente a Udine e provincia. È possibile prenotare anche a Cormons (GO), una giornata alla settimana, su appuntamento.

Image by Rodrigo Rodrigues | WOLF Λ R T

Domande frequenti (FAQ)

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