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Preparare il perineo al parto: cosa puoi fare davvero per ridurre il rischio di lacerazioni?

20 ago
Tempo di lettura: 4 min

Quando si avvicina il parto, una delle domande che molte donne si pongono è: «Posso fare qualcosa per evitare di lacerarmi durante la nascita?»


È una preoccupazione comprensibile. L'idea che il perineo possa subire una lacerazione o che possa essere necessaria un'episiotomia genera spesso timore, soprattutto quando si affronta il primo parto.


Forse hai sentito parlare del massaggio perineale, degli esercizi di Kegel, della respirazione o di particolari posizioni da assumere durante la nascita.


Ma quali di queste strategie possono essere davvero utili?

E soprattutto, preparare il perineo al parto significa soltanto renderlo più elastico?

La risposta è no. Preparare il pavimento pelvico alla nascita significa anche imparare a conoscerlo, percepirlo e comprenderne il funzionamento.


Cosa succede al pavimento pelvico durante il parto?


Il pavimento pelvico è un insieme di muscoli e tessuti che contribuisce al sostegno degli organi pelvici, alla continenza urinaria e fecale e alla funzione sessuale.

Durante la gravidanza si adatta progressivamente ai cambiamenti del corpo, mentre durante il parto vaginale viene sottoposto a un importante allungamento per consentire il passaggio del bambino.

In particolare, nella fase espulsiva, le strutture muscolari e perineali devono adattarsi alla progressiva discesa e alla nascita.

Questo processo è influenzato da numerosi fattori: caratteristiche dei tessuti, dimensioni e posizione del bambino, dinamica del parto, eventuali interventi ostetrici e altri elementi che non sempre possono essere previsti o modificati.

Per questo motivo nessuna tecnica può garantire un parto senza lacerazioni.

Esistono però strategie che possono contribuire a ridurre alcuni rischi e aiutarti a vivere la nascita con maggiore consapevolezza.


1. Imparare a contrarre, ma anche a rilassare il pavimento pelvico

Quando si parla di pavimento pelvico, il primo pensiero va quasi sempre agli esercizi di rinforzo, comunemente chiamati esercizi di Kegel.

Durante la gravidanza, un programma appropriato di allenamento del pavimento pelvico può essere utile, soprattutto per prevenire o gestire le perdite urinarie.

Ma il pavimento pelvico non deve soltanto essere capace di contrarsi.

Deve anche riuscire a rilassarsi e coordinarsi con il resto del corpo.

Per questo, nella preparazione alla nascita, mi piace lavorare sulla capacità di riconoscere le diverse sensazioni muscolari: percepire una contrazione volontaria, lasciarla andare completamente e osservare come il perineo partecipa alla respirazione.

Non si tratta di insegnare al corpo a partorire, ma di offrire alla donna strumenti per conoscerlo meglio.

È importante precisare che non esistono prove sufficienti per affermare che gli esercizi di rilassamento, da soli, prevengano le lacerazioni. Possono però essere utili nel percorso di consapevolezza corporea e nella gestione delle sensazioni durante il travaglio.


2. Il massaggio perineale: quando iniziarlo e cosa dice la ricerca

Il massaggio perineale è una delle pratiche più conosciute per prepararsi al parto vaginale.

Consiste in una mobilizzazione delicata dei tessuti della porzione inferiore dell'ingresso vaginale e del perineo.

Le ricerche suggeriscono che, praticato nelle ultime settimane di gravidanza, può ridurre la probabilità di traumi perineali che richiedono sutura, soprattutto nelle donne che non hanno ancora partorito per via vaginale. Il beneficio osservato riguarda principalmente la riduzione delle episiotomie.

Non è invece dimostrato che il massaggio prenatale riduca significativamente, da solo, le lacerazioni perineali più superficiali, mentre sembra avere qualche beneficio in più nel ridurre le lacerazioni severe di 3° e 4° grado.


Da quando si può iniziare?

Generalmente viene proposto a partire dalla 34ª–35ª settimana, nelle gravidanze in cui non sono presenti controindicazioni.

Non deve essere doloroso né rappresentare un obbligo.

È importante evitare il massaggio in presenza di infezioni genitali attive, perdita di liquido amniotico o altre condizioni per le quali siano sconsigliate le manipolazioni vaginali. In presenza di dubbi, sanguinamento o complicazioni della gravidanza, è necessario chiedere indicazioni al professionista che la segue.

Durante una consulenza ostetrica è possibile imparare come eseguirlo e valutare se sia appropriato alla propria situazione.


3. Respirazione, movimento e posizioni durante il travaglio

Il bacino non è una struttura immobile e il parto non avviene in una sola posizione.

Durante il travaglio, molte donne trovano beneficio nel modificare spontaneamente la postura, muovere il bacino, cambiare appoggio o assumere posizioni differenti.

La possibilità di muoversi può favorire il comfort e aiutare ad affrontare le contrazioni.

Anche la respirazione può diventare uno strumento per gestire la fatica, il dolore e le sensazioni corporee.

Non esiste però una posizione universalmente migliore per prevenire le lacerazioni, così come non esiste un unico modo corretto di respirare o spingere valido per tutte.

Le scelte devono tenere conto delle preferenze della donna, della situazione ostetrica e dell'andamento del parto.

Prepararsi significa anche conoscere le possibilità disponibili, per poter partecipare più consapevolmente alle decisioni durante la nascita.


4. Cosa può aiutare a proteggere il perineo durante il parto?

Alcune strategie vengono adottate direttamente durante la fase espulsiva.

Tra quelle sostenute dalle raccomandazioni cliniche troviamo l'applicazione di impacchi caldi sul perineo durante la nascita, quando indicata e gradita alla donna.

Questa pratica può contribuire a ridurre il rischio di lacerazioni perineali di terzo e quarto grado.

Anche alcune tecniche di assistenza perineale possono essere prese in considerazione dall'équipe che accompagna il parto, rispettando preferenze e situazione clinica.

Un altro punto importante riguarda l'episiotomia: non dovrebbe essere eseguita routinariamente durante un parto vaginale spontaneo, ma soltanto in presenza di indicazioni appropriate.

Conoscere queste informazioni ti permette di affrontare il parto con maggiore consapevolezza delle possibilità e delle scelte disponibili.


Quando può essere utile una valutazione del pavimento pelvico in gravidanza?

Una valutazione può essere particolarmente utile quando sono presenti:

  • Perdite urinarie durante la gravidanza.

  • Difficoltà a riconoscere o contrarre il pavimento pelvico.

  • Dolore durante i rapporti o alla penetrazione.

  • Sensazione di tensione perineale.

  • Una precedente esperienza di parto traumatico.

  • Cicatrici, dolore o disturbi pelvici preesistenti.

Non tutte le donne necessitano di un percorso riabilitativo durante la gravidanza.

Tuttavia, un incontro dedicato può aiutare a comprendere meglio il funzionamento del pavimento pelvico e individuare quali strategie siano più adatte.


Preparare il perineo significa prepararsi anche al dopo

Spesso tutta l'attenzione della gravidanza è rivolta al momento della nascita.

Ma il perineo continuerà ad avere un ruolo importante anche nei giorni e nei mesi successivi, quando il corpo inizierà il proprio percorso di recupero.

Per questo considero la preparazione al parto e il recupero post parto due parti di uno stesso percorso di consapevolezza.

Conoscere il proprio perineo prima del parto significa avere qualche strumento in più per comprenderne anche i cambiamenti successivi.


Nel mio studio a Udine accompagno le donne nella preparazione del pavimento pelvico alla nascita attraverso consulenze e percorsi pratici dedicati.

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