Stitichezza e difficoltà a evacuare: e se il problema fosse anche il pavimento pelvico?
Vai in bagno, senti che dovresti riuscire a evacuare, ma qualcosa sembra impedirlo.
Devi spingere molto, rimanere seduta a lungo oppure hai la sensazione che l'intestino non si sia svuotato completamente.
A volte le feci non sono nemmeno particolarmente dure. Eppure, andare in bagno continua a essere difficile.
Quando parliamo di stitichezza, pensiamo quasi sempre a un intestino pigro, a un'alimentazione povera di fibre o alla necessità di bere più acqua.
Sono certamente aspetti importanti, ma non sono gli unici.
In alcune donne, infatti, la difficoltà a evacuare può essere collegata anche al funzionamento del pavimento pelvico.
La stitichezza non significa soltanto andare in bagno poche volte
Spesso immaginiamo una persona stitica come qualcuno che riesce a evacuare soltanto una o due volte alla settimana.
In realtà, la stitichezza può manifestarsi anche in presenza di evacuazioni più frequenti.
Tra i sintomi troviamo:
Necessità di compiere sforzi importanti per evacuare.
Sensazione di blocco o ostacolo durante l'uscita delle feci.
Sensazione di svuotamento incompleto.
Necessità di tornare in bagno più volte.
Utilizzo delle dita o di altre manovre manuali per facilitare l'evacuazione.
Feci dure, evacuazioni poco frequenti o dolorose.
Questi sintomi possono avere cause differenti e, in alcuni casi, essere associati a un disturbo della coordinazione dei muscoli coinvolti nella defecazione.
Cosa dovrebbe fare il pavimento pelvico mentre evacuiamo?
Il pavimento pelvico è spesso conosciuto soprattutto per la sua funzione di sostegno degli organi e di controllo dell'urina.
In realtà svolge un ruolo fondamentale anche durante l'evacuazione.
Per consentire il passaggio delle feci, il sistema formato da addome, retto, muscolo puborettale e sfintere anale deve lavorare in modo coordinato.
Durante la defecazione, la pressione propulsiva deve essere accompagnata da un adeguato rilassamento delle strutture che normalmente contribuiscono alla continenza.
Quando questo meccanismo funziona correttamente, l'evacuazione può avvenire senza sforzi eccessivi.
Ma cosa succede quando il pavimento pelvico non riesce a rilassarsi nel momento giusto?
Quando il pavimento pelvico ostacola l'evacuazione
In alcune persone, durante il tentativo di evacuare, i muscoli del pavimento pelvico e lo sfintere anale non si rilassano sufficientemente oppure si contraggono in modo inappropriato.
Questo fenomeno può rientrare in una condizione chiamata defecazione dissinergica.
Il risultato è una difficoltà nel passaggio delle feci, anche quando è presente lo stimolo evacuativo.
Per comprendere meglio, immagina di dover spingere una porta mentre qualcuno, dall'altra parte, continua a tenerla chiusa.
La spinta può aumentare, ma il passaggio rimane difficoltoso.
Naturalmente si tratta di una semplificazione. La defecazione dissinergica è un disturbo funzionale complesso, che non può essere diagnosticato soltanto dai sintomi.
Perché può succedere?
Le difficoltà evacuative possono svilupparsi per diversi motivi.
In alcuni casi possono essere presenti abitudini evacuative poco funzionali, difficoltà a riconoscere o modulare il rilassamento muscolare, oppure una risposta protettiva associata al dolore.
In altri casi coesistono condizioni differenti, come alterazioni della sensibilità rettale, stitichezza da rallentato transito intestinale, prolasso rettale o rettocele.
Il rettocele, per esempio, è una protrusione della parete anteriore del retto verso la vagina che, in alcune situazioni, può contribuire alla difficoltà di svuotamento.
Non tutti i rettoceli, tuttavia, provocano sintomi e non tutte le difficoltà evacuative sono causate da un rettocele.
Anche farmaci, abitudini alimentari, patologie gastrointestinali e altre condizioni mediche possono essere coinvolti.
Ecco perché è importante non attribuire automaticamente ogni problema intestinale al pavimento pelvico.
Spingere sempre più forte è la soluzione?
Quando evacuare diventa difficile, la reazione più immediata è spesso aumentare la spinta.
Tuttavia, se il problema riguarda la mancata coordinazione tra pressione addominale e rilassamento dello sfintere, aumentare continuamente lo sforzo non risolve il meccanismo che ostacola l'evacuazione.
In questi casi può essere più utile lavorare sulla coordinazione e sulle condizioni che permettono un'evacuazione efficace.
Questo non significa che ogni forma di spinta sia sbagliata: una pressione propulsiva fisiologica fa parte del processo evacuativo.
L'obiettivo è evitare sforzi eccessivi e ripetuti, favorendo una modalità più funzionale.
Tre abitudini da osservare quando vai in bagno
Esistono piccoli accorgimenti che possono aiutare a rendere l'evacuazione più confortevole.
1. Presta attenzione alla posizione
Utilizzare un piccolo rialzo sotto i piedi può favorire una posizione più raccolta, con le ginocchia leggermente più alte rispetto alle anche.
Per alcune persone questo facilita l'evacuazione, riducendo la necessità di compiere sforzi eccessivi.
2. Non trattenere continuamente lo stimolo
Rimandare spesso l'evacuazione può contribuire a modificare le abitudini intestinali.
Quando possibile, è utile ascoltare lo stimolo e concedersi il tempo necessario, senza fretta.
Può essere utile anche sfruttare il momento successivo ai pasti, quando l'attività intestinale tende fisiologicamente ad aumentare.
3. Non trascurare respirazione e rilassamento
Durante l'evacuazione, la coordinazione tra addome, respiro e pavimento pelvico è importante.
Trattenere rigidamente il respiro e spingere con forza non è sempre la strategia più adatta.
Quando è presente una difficoltà di coordinazione, può essere utile imparare modalità di spinta più efficaci, accompagnate da un adeguato rilassamento dei muscoli coinvolti.
Queste indicazioni generali, però, non sostituiscono una valutazione quando il disturbo è persistente.
Quando serve una valutazione specialistica?
Se la difficoltà evacuativa continua nel tempo, è importante parlarne con il medico per individuarne le possibili cause.
La presenza di sangue nelle feci, dimagrimento involontario, anemia, dolore importante o cambiamenti persistenti e inspiegati dell'alvo richiede un approfondimento medico.
Quando si sospetta una disfunzione evacuativa, lo specialista può indicare esami come la manometria anorettale, il test di espulsione del palloncino o, in situazioni selezionate, la defecografia.
Questi accertamenti permettono di studiare il funzionamento anorettale e distinguere le diverse cause del problema.
La riabilitazione del pavimento pelvico può aiutare?
Sì, quando viene identificata una disfunzione della coordinazione muscolare, la riabilitazione può avere un ruolo importante.
In particolare, il biofeedback e la rieducazione volumetrica rappresentano alcuni dei trattamenti raccomandati per la defecazione dissinergica.
Il loro obiettivo è aiutare la persona a riconoscere e modificare il funzionamento dei muscoli coinvolti nell'evacuazione.
Il percorso può comprendere anche educazione alle abitudini intestinali, lavoro sulla consapevolezza corporea, esercizi di coordinazione e strategie per ridurre gli sforzi eccessivi.
Nel mio studio a Udine, durante la valutazione del pavimento pelvico raccolgo informazioni anche sul funzionamento intestinale, sulle modalità evacuative, sull'eventuale dolore e sulle abitudini quotidiane.
Quando indicato e con il tuo consenso, posso approfondire anche la funzione della muscolatura pelvica e anorettale.
Questa valutazione aiuta a identificare eventuali componenti riabilitative e a comprendere quando siano necessari ulteriori accertamenti o un percorso condiviso con altri specialisti.
Evacuare non dovrebbe diventare una lotta quotidiana
Molte donne convivono per anni con difficoltà evacuative, pensando che facciano semplicemente parte del loro modo di funzionare.
Ma quando andare in bagno richiede sforzi importanti, provoca dolore o lascia costantemente una sensazione di svuotamento incompleto, vale la pena approfondire.
Non sempre il problema è quanto l'intestino si muove. A volte è importante capire anche come i muscoli permettono alle feci di uscire.
Se ti riconosci in questi sintomi, possiamo valutare insieme se il pavimento pelvico contribuisce alla difficoltà e quali passi siano più appropriati.


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