
Stipsi, difficoltà evacuativa e disturbi anali a Udine
C’è chi evacua solo spingendo molto, chi sente di non svuotarsi completamente o ha la sensazione che “qualcosa blocchi l’uscita”.
Per altre donne il problema principale è il dolore, per esempio in presenza di ragadi o forte tensione anale.
All’opposto, possono esserci difficoltà a trattenere gas o feci, urgenza o piccole perdite.
In tutte queste situazioni il pavimento pelvico può avere un ruolo diverso. Per questo il percorso parte dal comprendere come funziona l’evacuazione e quale parte del sistema sta creando difficoltà.
Ti riconosci in una di queste situazioni?
Potresti notare:
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andare di corpo poche volte alla settimana;
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evacuare regolarmente ma dover spingere molto;
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trascorrere molto tempo sul WC;
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avere la sensazione che le feci rimangano “bloccate” all’uscita;
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sentirti ancora piena dopo essere andata in bagno;
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dover tornare più volte per completare l’evacuazione;
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avere bisogno di aiutarti con le dita o esercitando una pressione sulla zona vaginale o perineale;
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avere feci frequentemente dure o frammentate;
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sentire dolore o bruciore durante o dopo l’evacuazione;
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soffrire di ragadi che tendono a ripresentarsi;
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sentire la zona anale molto contratta o avere difficoltà a rilassarla;
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avere paura di evacuare perché temi il dolore;
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perdere gas senza riuscire a controllarli;
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trovare piccole tracce di feci sulla biancheria;
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avere episodi di incontinenza fecale o uno stimolo difficile da rimandare.
Non è necessario avere tutti questi sintomi.
A volte la difficoltà riguarda soprattutto lo svuotamento, altre volte il dolore, altre ancora la capacità di trattenere.
Ed è proprio questa differenza a orientare il lavoro.
Il pavimento pelvico deve saper trattenere, ma anche lasciare andare
Durante l’evacuazione addome, diaframma, retto, sfinteri e pavimento pelvico devono lavorare in modo coordinato: mentre viene generata una pressione adeguata, la muscolatura deve riuscire a rilassarsi e ad assecondare il passaggio.
Se questo non avviene, aumentare lo sforzo non significa necessariamente evacuare meglio.
A volte più si spinge, più il sistema si oppone.
Per questo la riabilitazione non significa sempre rinforzare: in alcune situazioni l’obiettivo principale è imparare a rilassare e coordinare meglio il pavimento pelvico durante l’evacuazione.
Quando evacuare diventa difficile

Stipsi, svuotamento incompleto e dissinergia defecatoria
La stipsi non significa soltanto evacuare poche volte.
Può esserci una difficoltà evacuativa anche andando di corpo ogni giorno, se è necessario spingere molto, rimanere a lungo sul WC, ricorrere a manovre manuali o se permane la sensazione di non essersi svuotata.
Le cause possono essere molteplici e non dipendono sempre dal pavimento pelvico. In alcuni casi, però, il problema riguarda proprio la fase finale dell’evacuazione.
Dissinergia defecatoria
Nella dissinergia defecatoria pavimento pelvico e sfinteri non si rilassano adeguatamente durante la spinta oppure si attivano nel momento sbagliato.
La sensazione può essere quella di spingere contro una porta che non si apre.
In questi casi il lavoro riabilitativo è orientato a rieducare il gesto evacuativo, migliorando respirazione, pressione addominale, percezione e rilassamento muscolare.
Quando c'è anche una componente strutturale: il rettocele
Nel rettocele una parte della parete del retto protrude verso la parete posteriore della vagina.
Quando è sintomatico può associarsi a senso di blocco, svuotamento incompleto, evacuazioni ripetute o necessità di sostenere la parete vaginale o il perineo per facilitare l’uscita delle feci.
La riabilitazione non elimina il rettocele anatomico, ma può intervenire sugli aspetti funzionali associati, come spinta eccessiva, dissinergia e difficoltà di rilassamento.
In alcuni casi può essere valutato anche un pessario vaginale, per verificare se un maggiore supporto del compartimento posteriore migliora il peso, l’ingombro o la difficoltà evacuativa.
Quando si sospettano altre alterazioni strutturali, come enterocele, intussuscezione o prolasso rettale, è importante integrare il percorso con un approfondimento specialistico.
Quando evacuare è doloroso

Ragadi, tensione e dolore anale
Il dolore può generare una risposta di protezione: il corpo si irrigidisce, aumenta la tensione muscolare e l’evacuazione diventa ancora più difficile.
Può così instaurarsi un circolo:
dolore → contrazione → maggiore difficoltà al passaggio → nuovo dolore
La ragade anale necessita innanzitutto di un corretto inquadramento medico o proctologico. Quando però coesistono ipertono, difficoltà di rilassamento o dissinergia, la riabilitazione può affiancare il trattamento lavorando sui fattori funzionali che mantengono dolore e difficoltà evacuativa.
Nei casi selezionati possono essere utilizzati anche dilatatori anali medicali di calibro progressivo, con l’obiettivo di lavorare gradualmente su rilassamento, percezione e riduzione della risposta protettiva, senza forzare il dolore.
Anche in presenza di emorroidi, la riabilitazione non tratta direttamente la patologia, ma può essere utile quando coesistono stipsi, spinta eccessiva o modalità evacuative poco efficaci.
Quando trattenere diventa difficile
Incontinenza fecale, perdita di gas e urgenza
Può capitare di perdere gas, trovare piccole tracce di feci sulla biancheria, avere uno stimolo difficile da rimandare o vere e proprie perdite fecali.
La continenza dipende da diversi elementi: sfinteri, pavimento pelvico, sensibilità rettale, consistenza delle feci e capacità di riconoscere e gestire lo stimolo.
Per questo perdere gas o feci non significa automaticamente avere uno sfintere “debole”.
La riabilitazione può lavorare su forza, resistenza, velocità di risposta, sensibilità e gestione dell’urgenza, in base al meccanismo prevalente.
Nel post parto, soprattutto dopo lacerazioni ostetriche importanti, una difficoltà significativa nel controllo di gas o feci può richiedere anche un approfondimento specialistico dell’integrità degli sfinteri.

Nella valutazione considero frequenza e consistenza delle feci, sforzo, tempo trascorso sul WC, sensazione di svuotamento, dolore, urgenza ed eventuali perdite.
Quando utile possiamo utilizzare il diario evacuativo, la Scala di Bristol e questionari specifici.
La valutazione funzionale permette inoltre di osservare come il pavimento pelvico si comporta durante contrazione, rilassamento e spinta.
Se emerge il sospetto di un disturbo anorettale o strutturale che necessita di approfondimento, può essere indicata una valutazione specialistica con esami come manometria anorettale, test di espulsione del palloncino o defecografia.
Come lavoriamo sulla funzione anorettale
Il percorso cambia in base alla funzione che dobbiamo recuperare.
Nelle difficoltà evacuative lavoriamo su posizione, respirazione, gestione della pressione addominale e coordinazione tra spinta e rilassamento. Il biofeedback anorettale permette di visualizzare l’attività muscolare e può facilitare l’apprendimento di una risposta più corretta.
Quando indicato utilizzo anche il palloncino rettale, che permette di lavorare sulla simulazione dell’evacuazione, sulla percezione del riempimento e sulla sensibilità rettale. Può essere impiegato sia per migliorare l’espulsione sia, in alcuni quadri, per imparare a riconoscere e gestire meglio lo stimolo e l’urgenza.
Quando prevalgono dolore e ipertono, il lavoro può comprendere respirazione, rilassamento, terapia manuale e dilatatori anali medicali, sempre con una progressione rispettosa della tollerabilità.
Nei disturbi della continenza il programma può invece concentrarsi su forza, resistenza e capacità di risposta degli sfinteri e del pavimento pelvico, associando quando utile biofeedback, training della sensibilità rettale ed elettrostimolazione.
Evacuare non dovrebbe essere una lotta quotidiana
Se andare in bagno significa spingere a lungo, sentire dolore, non riuscire a svuotarti o avere difficoltà a trattenere, vale la pena capire meglio cosa sta succedendo.
Possiamo partire dai tuoi sintomi e dalla funzione del pavimento pelvico per comprendere quali aspetti possono essere modificati attraverso la riabilitazione.
Valutazione e riabilitazione del pavimento pelvico per stipsi, difficoltà evacuativa e disturbi anali a Udine
Ricevo principalmente a Udine. È possibile prenotare anche a Cormons (GO), una giornata alla settimana, su appuntamento.